domenica 17 gennaio 2010

Ciuff ciuff

Il treno ... questo mezzo così amato ma a volte odiato, sostenibile ma così poco accessibile, quante volte compagno delle mie avventure o artefice di disavventure.

Partenze all'alba, arrivi notturni, passaggi tra paesi immersi nella nebbia e fermate inaspettate nella campagna desolata.
E stamattina tornando dalla mia Liguria mi ha di nuovo stupito ...

Sveglia ore 6.00... che fatica svegliarsi, patisco il poco sonno, amo dormire.
In stazione pochi solitari alzati presto per una gita domenicale, un ritorno a casa o un lavoro mattutino.
Posto al finestrino ... Ore 6.50, partenza!

Vorrei dormire un pò ma ormai il sonno è spezzato ... leggere... no, troppo presto.
Allora, curioso il mondo fuori dal finestrino... ed eccomi persa nel fascino del primo mattino.

Mille luci nel buio della notte ormai finita mi salutano, i piccoli pescherecci di ritorno verso casa occhieggiano qua e là nel nero del mare e pian piano l'alba sale, meravigliosa.

Il mare si tinge di un azzurro pallido, l'acqua immobile riflette le ultime lucine dei moli ... un cane rincorre il suo padrone su una spiaggia, le barchette dormono ancora nei sicuri porticcioli ... le palme immobili, qualche pescatore sulle scogliere attende paziente che qualcosa abbocchi al suo amo ... le prime finestre si accendono nelle case di qualche mattiniero.

Pietra Ligure, Finale, Noli, sfrecciano alla mia vista, Albisola, Varazze, Arenzano ... la luce aumenta e il treno si anima, comincia il sali e scendi e il chiacchiericcio aumenta.

Dlin dlin ... il bar su 4 ruote comincia il suo giro ... profumo di caffè.

Gallerie, mare, gallerie, case, l'Aurelia ancora deserta in questa grigia domenica mattina.

Ed eccoci a Sestri e poi in lontananza l'immenso porto ... quante volte l'ho visto e ammirato, a volte squallido, altre affascinante ... oggi solitario, come me.

Ore 8.50 arrivo a Genova, si cambia treno.
Ciao mare...

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